CLASSIFICAZIONE DELLE DIFFICOLTA’ ESCURSIONISTICHE

SCALA E VALUTAZIONI DIFFICOLTA

Difficoltà T
Sentiero turistico

Itinerario su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2.000 metri di quota.
Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

Difficoltà E
Sentiero escursionistico

Itinerari che si svolgono su sentieri di ogni genere oppure su evidenti tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni; possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi, dove tuttavia i tratti esposti sono in genere protetti o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi né impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano dell’utilizzo di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.).
Richiedono un certo senso dell’orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza dell’ambiente alpino, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.
E’ il tipo di sentiero maggiormente presente sul territorio e più frequentato e rappresenta il 75% degli itinerari dell’intera rete sentieristica organizzata.

Difficoltà EE
Sentiero per escursionisti esperti

Si tratta di itinerari generalmente segnalati ma che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari:
– sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti); – terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.); – tratti rocciosi, con brevi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minore impegno). Rimangono invece esclusi i percorsi su ghiacciai, anche se pianeggianti e/o all’apparenza senza crepacci.
Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente alpino; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguate.

Difficoltà EEA
Via ferrata o attrezzata

Percorsi attrezzati o vie ferrate per i quali è necessario l’uso dei dispositivi di autoassicurazione (imbragatura, dissipatore, moschettoni, cordini) e di equipaggiamento di protezione personale (casco, guanti).

EAI
Escursionismo in Ambiente Innevato

Escursionismo in ambiente innevato Itinerari in ambiente innevato che richiedono l’utilizzo di racchette da neve, con percorsi evidenti e riconoscibili, con facili vie di accesso, di fondo valle o in zone boschive non impervie o su crinali aperti e poco esposti, con dislivelli e difficoltà generalmente contenuti che garantiscano sicurezza di percorribilità.
il Manuale dell’Accompagnatore Escursionistico in ambiente invernale, edito dalla Commissione Centrale di Escursionismo del CAI, aggiunge che con neve invernale percorrere pendii ad inclinazione fino a 27°, che inoltre non siano soggetti a pendii laterali con inclinazione superiore, il rischio di essere travolti da valanghe è PRATICAMENTE NULLO.

In base a quanto stabilisce l’attuale legislazione italiana, e fatto salvo il rispetto delle leggi che definiscono i profili professionali delle figure interessate, si può quindi ritenere che:

  • Il terreno classificato EEA è riservato alle Guide Alpine
  • Il terreno classificato EE è riservato ad AMM e Guide Vulcanologiche
  • Il terreno classificato E è percorribile anche dalle altre figure professionali.
  • Il terreno innevato classificato EAI dal CAI è privo di Riserve di Legge

COMPORTAMENTO SU TERRENO INNEVATO

Su questi terreni occorre essere muniti di apparecchi ARTVA e anche di pala e sonda (APS), anche se fino a 27° il CAI indica rischio valanghe minimo.
In realtà le valanghe non dipendono solo dal pendio che si percorre e il terreno sovrastante o anche sottostante non è sempre interamente visibile, così come il tipo di neve non è univoco e comunque variabile anche durante la giornata.
Inoltre la legislazione di riferimento cambierà anche su questo a partire dal 1° gennaio 2022, quando entreranno in vigore le nuove norme sulla sicurezza nelle discipline sportive invernali previste dal decreto legislativo 28 febbraio 2021, n. 40. Il termine del primo gennaio 2022 è stato fissato dall’art. 43-bis del decreto legislativo, introdotto dal decreto-legge n. 41 del marzo 2021 e poi modificato dal decreto-legge n. 73 del maggio 2021.

Per quanto riguarda le gite a piedi o con ciaspole, le novità sono sostanzialmente due:

1) Secondo l’art. 24 è vietato percorrere le piste da sci anche con le racchette da neve (oltre che a piedi) così come ne è vietata la risalita (oltre che con gli sci ai piedi).
Sono previste esplicitamente SANZIONI per i trasgressori.

2) Secondo l’art. 26: scialpinisti, sciatori fuori pista ed escursionisti (anche con le ciaspole) devono dotarsi di Artva, pala e sonda da neve nel praticare tali attività “in particolari ambienti innevati, laddove, per le condizioni nivometeorologiche, sussistano rischi di valanghe”
Questa norma per il 2022 va considerata regressiva rispetto a quella in vigore che faceva riferimento ad EVIDENTI rischi di valanghe.
Ora questa formulazione potrebbe estendere l’applicazione dell’obbligo anche al livello 2 (moderato) dei Bollettini Neve e Valanghe, in quanto il pericolo esiste comunque.
In caso di infrazione, è prevista una sanzione da 100 a 150 euro.
Soprattutto però la cosa va vista sotto il profilo delle RESPONSABILITA’ CIVILI, problema molto serio e non solo per i professionisti.
Le responsabilità civili, sia pur a vari gradi, ci sono per tutti i capigruppo.
Da queste norme, non fatte benissimo, emerge che se un incidente da valanga c’è stato, evidentemente c’era, e avrebbe dovuto essere stato percepito, anche un rischio di valanghe sul terreno scelto.
Per cui non avere l’attrezzatura da primo soccorso è sempre una mancanza grave.
Perciò è sempre indispensabile essere attrezzati per l’autosoccorso.
Quindi le mie gite su terreno innevato prevedono obbligatoriamente l’ARTVA, che io posso affittare.
Io porterò, come sempre, anche Pala e Sonda.

ARTVA
La sigla ARTVA significa Apparecchi Ricerca Travolti Valanghe. Sono apparecchi elettronici utilizzati appunto per la ricerca dei travolti in valanghe. In Europa sono conosciuti meglio come apparecchi DVA.
Lo strumento è una ricetrasmittente di segnali a corto raggio che funziona su una frequenza di 457 kHz. Esso è attivabile sia in modalità TRASMISSIONE che in modalità RICEZIONE (cioè ricerca).
Viene indossato dall’utilizzatore in modalità Trasmissione. Quando sia necessario ricercare uno o più travolti da valanghe coloro che devono soccorrere commutano il loro apparecchio in modalità Ricezione per localizzare il trasmettitore dei travolti.[1]
L’ARTVA è previsto per essere utilizzato da chiunque frequenti terreni innevati in montagna perché aggiunge significative probabilità di salvezza ai travolti da valanga in quanto consente l’intervento di salvataggio entro i preziosi primi minuti dal seppellimento senza attendere l’arrivo sul posto di squadre di soccorso. L’utilizzo dell’ARTVA in modalità ricezione è però strettamente legato alla conoscenza approfondita delle tecniche di ricerca che devono essere apprese in corsi specifici e costantemente e periodicamente esercitate.
Altrettanto fondamentale è accompagnare l’utilizzo dell’Arva avendo a disposizione come equipaggiamento individuale la pala da neve e la sonda, completando così il ‘pacchetto’ di attrezzi comunemente indicato come APS. Se la tempestività dell’intervento è la variabile più importante, l’uso della pala nel disseppellimento lo agevola moltissimo rispetto a qualsiasi altro mezzo di fortuna; la sonda nella ricerca puntuale può a sua volta far guadagnare lassi di tempo considerevoli.

FORMAZIONE SU TERRENO INNEVATO
Come detto nella presentazione sono sia un AMM che un International Mountain Leader (IML) iscritto a UIMLA e ad AIML che è l’Associazione di riferimento in Italia.
UIMLA è stata fondata nel 2004  ed è un organizzazione internazionale con sede in Svizzera che rappresenta gli International Mountain Leader (IML) di molti paesi in Europa e nel resto del mondo: Andorra, Argentina, Belgio, Bulgaria, Croazia, Francia,  Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Polonia, Perù , Repubblica Ceca, Spagna e Svizzera.
I paesi aspiranti che stanno completando la procedura per l’ammissione sono: Macedonia, Romania e Austria; altri paesi interessati all’ingresso in UIMLA sono  Marocco, Quebec, Nepal.
La UIMLA ha come obiettivo la promozione, la cooperazione e il supporto degli IML fra le varie nazioni che ne fanno parte
Per conseguire la qualifica di International Mountain Leader  è necessario aver completato un percorso  formativo e  valutativo come stabilito dalla piattaforma di formazione internazionale della  UIMLA .
La qualifica IML assicura alla clientela competenze, conoscenze e abilità necessarie per condurre gruppi su qualsiasi terreno escursionistico, illustrando alle persone le caratteristiche e le peculiarità dell’ ambiente montano percorso. Fanno parte del bagaglio culturale e tecnico dell’ IML conoscenze approfondite di:
Comunicazione didattica, metodologia, strategie didattiche, normativa professionale e ambientale, meteorologia, nivologia e valanghe, geologia, glaciologia, topografia e orientamento, medicina,  fisiologia, basic life support (BLS-D), pedagogia, botanica, zoologia, materiali, cultura alpina, storia dell’alpinismo, tecniche escursionistiche estive e invernali, sicurezza, gestione e conduzione di gruppi, autosoccorso ARTVA, tecniche di costruzione e gestione di bivacco invernale.
IML è una qualifica unificata a livello europeo che garantisce la formazione di professionisti riconosciuti internazionalmente e che permette alla clientela di affidarsi a personale competente con un livello di preparazione uniformato.
Gli International Mountain Leader in Italia aderiscono alla AIML che dal 2010 è membro UILMA a pieno titolo.

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